La Vocazione del Migrare

Mauro Montano 1 Ciao a tutti! Mi chiamo Mauro Montano, ho 27 anni, abito e lavoro in un’isoletta nel Nord della Germania e da sempre ho una Vocazione: Migrare.

L’uomo, come tutti gli animali, si sposta istintivamente per sopravvivenza, ovvero per mandare avanti la specie ed è, poiché innatamente curioso, sempre alla ricerca di cose e condizioni migliori per lui.

“Arriverà molto lontano”, le parole pronunciate dalla mia bisnonna quando, ancora in fasce, assieme al mio fratello gemello Sergio mi preparavo ad affrontare, per così dire, il mondo. Ed è stato proprio così. La mia vita è stata da sempre caratterizzata da una serie di “spostamenti geografici” molto significativi.

Vi racconto in breve ed a grandi linee la mia storia, premettendo che, dopotutto non mi è successo nulla di straordinario, visto che sono semplicemente uno che come tanti altri si è spostato solo un po’ più del solito.

“Non avere mai paura. Il Signore ti farà sempre compagnia”, mi disse un mio amico sacerdote colombiano che, avendo vissuto sulla sua pelle molto prima di me il fenomeno della migrazione, sapeva già un po’ come sarebbe andata.

Il migrare ti porta in realtà all’inizio un po’ troppa solitudine perché sei chiamato a fare scelte completamente da solo, a contare su te stesso, ma allo stesso tempo, come diceva il mio amico, ti abbandoni fiducioso al sostegno della Sua compagnia; in certi momenti, questo, è fondamentale perché ti aiuta a non mollare, a sperare e continuare a camminare.

Dal mio paese d’origine, Mondragone in provincia di Caserta, mi sono trasferito dopo le superiori, a 18 anni circa, in provincia di Padova, a Curtarolo, per frequentare l’università, trovando di fronte a me una situazione completamente nuova. Arrivando da un piccolo paesino del Sud, abituato a tanti piccoli modi di fare, modi di relazionarsi, gesti e movimenti fatti al posto di mille parole, all’inizio devo dire che mi sono trovato un po’ spiazzato. Nel paesino del Nord, però, ho trovato un gruppo di amici in ambito parrocchiale che mi hanno accolto ed anche accettato con tutti i miei pregi e difetti.

foto 2

Dopo più o meno sei anni, finiti i miei studi, la mia Vocazione si è rifatta viva. Questa volta mi sono trasferito nella splendida Baviera, a Landshut, per perfezionare la lingua tedesca, lavorando un anno come ragazzo alla pari in una famiglia con tre bambini ed un altro anno come cuoco in un’osteria bavarese.

In quell’occasione ho rimesso tutta la mia vita in discussione. Trasferirsi all’estero, in un paese che non è il tuo finché non lo senti davvero, non è affatto facile, anche perché può capitare di incontrare gente che ti fa sentire sempre straniero. Io per fortuna non mi sono mai perso d’animo ed ho puntato tutto su quelle nuove, preziose e sincere amicizie che, pazientemente, ho trovato di volta in volta lungo il mio cammino.

Cosa dire della mia esperienza bavarese? Entrare in una famiglia a te sconosciuta; condividere con loro dodici mesi in tutto e per tutto; passare la maggior parte del tempo soprattutto con i bambini – ai quali impari a voler bene come i tuoi piccoli fratellini se non anche qualcosa di più -; questa esperienza di vita straordinaria con tutte le sue fatiche mi ha portato alla fine una gioia ed una carica immensa. È una delle esperienze formative più importanti che fino ad ora ho vissuto.

Via Scalabrini 3

Il frequentare poi un corso di lingua, insieme a stranieri come me, è stata una cosa molto appagante ed avvincente: entri in contatto con culture diverse in un paese diverso dal tuo e questo, però, non ti fa sentire straniero. In questo mix di culture ognuno dona all’altro le proprie radici culturali creando una nuova sintesi che non annulla le proprie radici ma le arricchisce di altre, e questo mi faceva sentire più italiano che a casa.

Dallo scorso Giugno mi trovo invece nel nord della Germania, a Sassnitz. E finché la mia Vocazione non si farà di nuovo sentire, credo che rimarrò qui per un bel po’.

Via Scalabrini 3

Ho imparato sicuramente alcune cose fondamentali da queste mie esperienze: nella vita non si smette mai di imparare. Dopo quasi dieci anni sono cresciuto molto. Ogni persona che incontri, ogni amicizia che conservi, cambia qualcosa dentro di te, cambia il tuo modo di pensare e di rapportarti con gli altri. Il tutto, ripeto non è stato affatto semplice, visto che mi sono ritrovato a lasciare ogni volta tutto quello che avevo, a stabilirmi da un’altra parte e ricominciare totalmente da zero. Ed è forse questa la cosa che ha fatto un po’ più male: il dover lasciare le sicurezze per cercare di nuovo altro. A me è capitata questa avventura meravigliosa: dover mettere sempre un po’ delle mie radici, anche abbastanza profonde, un po’ di me ed un po’ della mia vita in vari posti diversi. Vorrei, se fosse possibile, mostrarvi tutti i volti che ho incontrato, uno ad uno, tutti impressi nella mia mente, le persone con le quali ho avuto a che fare, sia positive che negative, gli animi buoni e gentili che mi hanno, di volta in volta, aiutato e sostenuto, le amicizie che ho trovato in questo periodo di spostamenti. Vorrei condividere tutta questa mia gioia con voi.

La mia Vocazione del Migrare è appunto questa: incontrare persone ed instaurare rapporti straordinari con loro, con tutta la tranquillità, spontaneità, semplicità e umiltà che il Signore Dio, puntualmente mi dona. E non cambierei questo neanche per tutto l’oro del mondo.

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