Migrante con i migranti

carlinhos III via scalabrini 3Io sono Carlos Barbosa, nato a São Paulo (Brasile) il 29 dicembre 1983. I miei genitori sono nati e si sono sposati nella Regione Nordest del Brasile. Negli anni Settanta sono andati a vivere nella periferia della città di São Paulo. In una migrazione durata circa tre giorni hanno percorso con mia sorella maggiore, che in quel momento aveva appena undici mesi, circa 2369 Km. A São Paulo siamo nati io, mio fratello e le altre mie tre sorelle.

Ho avuto un’infanzia fortemente legata all’ambito familiare, essendo una famiglia con sei figli. Da piccoli i nostri genitori ci hanno trasmesso, con la loro semplicità e pazienza, i valori della condivisione, della responsabilità e del prendersi cura l’uno dell’altro.

Il nostro coinvolgimento nella parrocchia si riduceva alla partecipazione ogni tanto alla Messa. Dopo la Prima Comunione, mi sono allontanato ancora di più delle celebrazioni in Chiesa. Soltanto a quindici anni, dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, ho preso sul serio la partecipazione alle Sante Messe, al Gruppo Giovanile ed alle azioni sociali che si realizzavano nella mia comunità.

In Brasile, durante il mese di Agosto, la chiesa dedica ogni domenica ad una vocazione diversa. Nell’anno Duemila, la mia parrocchia ha organizzato un Incontro Vocazionale, chiamando diverse persone a dare la loro testimonianza di vita: sposati, seminaristi, religiosi, etc. Ma quello che mi ha colpito di più in questa occasione, è stata una frase su un cartello che diceva: «Signore, cosa vuoi che io faccia?» Tale interrogativo mi ha accompagnato per alcuni mesi.

Forse quello che mi ha ispirato di più in quel discernimento vocazionale, è stata la testimonianza dei Missionari Scalabriniani e di alcuni seminaristi di un’altra congregazione che facevano pastorale nella mia parrocchia.

La nostra parrocchia è localizzata in una regione segnata dalla violenza, soprattutto in rapporto al traffico di droga. All’inizio dell’anno duemila sono stati uccisi più di duecento giovani, in appena un anno.

Per combattere questo tipo di violenza alcuni parroci, insieme ai responsabili di altre chiese cristiane, hanno iniziato delle attività con i giovani, aprendo lo spazio della parrocchia per laboratori di musica, teatro, letteratura.

Questa vicinanza e testimonianza di questi missionari, uomini semplici e fragili, mi ha stimolato a cercare di rispondere alla famosa domanda: «Signore, cosa vuoi che io faccia?» Ed ho capito che anch’io avrei voluto impegnare il mio tempo, energia, la mia vita per una causa che avesse valore!

carlinhos I via scalabrini 3

Dopo l’accompagnamento vocazionale con i Padri Scalabriniani, sono entrato nel Seminario Minore nell’anno 2001. Dopo quasi nove anni di formazione in Brasile, dopo la Professione Religiosa sono stato destinato all’Istituto Teologico di Roma. Dall’anno 2012 fino a metà 2013, ho realizzato l’anno pastorale a Città del Capo (Sud Africa), in particolare lavorando con la Comunità portoghese e brasiliana. Dopo il mio ritorno a Roma, ho iniziato lo studio della Teologia Pastorale della Mobilità Umana.

Dopo aver concluso gli studi al SIMI, tornerò in Brasile dove sarò ordinato sacerdote il 06 Settembre. Successivamente partirò per la missione nel Nord America, provincia a cui sono stato destinato.

carlinhos II via scalabrini 3

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