Porte spalancate alla speranza

“Noi dobbiamo parlare e discutere di come servire i poveri, come promuovere la giustizia, come costruire fraternità nel nostro territorio e in tutto il mondo. Le nostre comunità siano rifugi e asili di speranza per i più deboli. Non dobbiamo trattare di altre cose.” (Vescovo Claudio Cipolla – Omelia del giorno dell’ingresso a Padova – 18 ottobre 2015)

Li vediamo da anni affrontare il Mediterraneo con dei barconi sgangherati in balìa delle onde e delle prepotenze umane. Chi sono i profughi, i rifugiati, i richiedenti protezione internazionale? Perché partono e da dove arrivano? Quali speranze li portano ad affrontare il deserto, il mare o da quale disperazione fuggono? Chiudere o accogliere? Quali sono i nostri confini?

Le comunità cristiane dell’Unità Pastorale “Medio Brenta” si sono poste questi interrogativi e hanno dato voce alla coscienza, per vivere con consapevolezza i nostri giorni, per non rimanere impietriti e arroccati in false certezze o in assurdi e superati pregiudizi. Con il consiglio, l’aiuto e l’esperienza di chi da sempre ha fatto dell’emigrazione un carisma, abbiamo intrapreso un percorso con gli Scalabrini di Bassano del Grappa. Loro non hanno paura dei colori e credono nella ricchezza che c’è nella diversità. È nato così un percorso di riflessione Il giovedì con Scalabriniper promuovere anche nelle nostre comunità la cultura dell’incontro.

coordinamento vicariale

I 3 appuntamenti in sala cinema a Solagna, il secondo giovedì del mese, a partire da settembre e poi continuati a Tezze e a Bassano, sono stati un’importante opportunità per aprire la mente e il cuore alle domande, per approfondire le situazioni, per mettersi in ricerca. Di pari passo in questi mesi, abbiamo visto l’Europa cambiare posizione di fronte agli esuli, ai siriani che inesorabilmente lungo i Balcani hanno raggiunto, nonostante frontiere, muri di cemento e filo spinato, il cuore del vecchio continente. Il mondo sta velocemente cambiando e anche nella nostra valle sono da tempo presenti i richiedenti protezione internazionale. Si tratta di capire come accoglierli per sentirci anche noi dentro una storia che con le sue sfide ci interpella.

Si parla dei rifugiati perché il papa Francesco esorta le parrocchie ad accoglierli e perché mons. Claudio, il nuovo vescovo di Padova, ci dice che non abbiamo altra priorità che i poveri. I rifugiati si fermano i mesi necessari per accertare la loro posizione e poi trovare una strada di salvezza qui o in Europa. Di loro finalmente si parla nei consigli pastorali, nel nostro coordinamento vicariale, nella Caritas diocesana…ma non sono solo parole se guardiamo ad Enego dove per i 20 arrivati, la comunità cristiana si fa in quattro ad organizzare il corso di italiano, a procurare coperte, a creare relazioni. Ci proviamo anche noi con le ragazze provenienti dalla Nigeria e scopriamo che basta un saluto o condividere un dolce da preparare per il mercatino missionario o una cena per conoscersi, per superare le paure e scoprire che anche loro, i rifugiati, hanno bisogno come noi di essere chiamati per nome, guardati con simpatia, accolti come fratelli.

coordinamento 1

Venerdì 13 novembre p. Jonas Donazzolo degli Scalabriniani di Bassano, che ha guidato il percorso “Il giovedì con Scalabrini è stato invitato come esperto per approfondire queste tematiche, al Coordinamento del Vicariato di Valstagna-Fonzaso. È stato importante capire da dove partono e dove sono diretti i migranti di oggi, con uno sguardo a quella che è stata la storia dell’Italia e dell’Europa che in tempi non troppo lontani, si sé svuotata di valide presenze, di giovani uomini, di famiglie intere, tutti spinti dal desiderio di avere un lavoro, di vivere una vita diversa, un’esistenza più dignitosa o semplicemente dalla sola speranza di vivere e non soccombere alla miseria. Il Coordinamento si è messo in ascolto di altre voci come quella di Massimo De Raimondo, Comandante della Capitaneria di Porto che ha raccontato cosa succede in mare, dove il filo spinato non c’è e non si tratta di clandestini ma di naufraghi, di uomini e donne da salvare. Anche Luca Ferazzoli, sindaco di Cismon ha detto la sua spiegando modalità e motivazioni che spingono un amministratore ad accogliere chi chiede ospitalità e con quali condizioni. Insieme, mettendo in rete idee, risorse, iniziative… un’accoglienza, che ci faccia sentire uomini e donne del nostro tempo…è possibile.

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