Una Casa Lontano da Casa 2018

Una-casa-lontano-da-casa-2018

Via Scalabrini 3 e Stella Maris Genoa promuovono Una Casa Lontano da Casa: Esperienza estiva, formazione, servizio, condivisione

Una settimana a Genova per incontrare, in porto, i marittimi e per conoscere la realtà migratoria della città.

  • Dal 15 al 22 Luglio 2018
  • Giovani dai 18 ai 35 anni

Verrà chiesta una quota di adesione per le spese di vitto, alloggio e assicurazione.

PER CONTATTARCI: CLICCA QUI

COMPILA IL MODULO PER ISCRIVERTI

Annunci

Mostre fotografiche “Migrantes”,  “De cada día” e “La strada larga” – Comunicato stampa  

Via Scalabrini 3 è l’Animazione Giovanile Interculturale dei Missionari Scalabriniani in Europa. Gli Scalabriniani sono dal 1887 a servizio dei migranti e dei rifugiati in 33 nazioni. Via Scalabrini 3 è parte di ASCS Onlus e membro dello Scalabrini International Migration Network (SIMN), rete attorno alla quale gravitano 200 ong in tutto il mondo impegnate a servire, proteggere, accogliere e promuovere i migranti e i rifugiati. Continua a leggere “Mostre fotografiche “Migrantes”,  “De cada día” e “La strada larga” – Comunicato stampa  “

La strada larga – mostra fotografica

la-strada-larga-A3

“Reminiscenze”

Di Luís Carlos Patraquim

 

a volte l’esilio

è un albero aperto

nell’imponderabile notte

 

e nulla spia

la strada larga

fonte dello sguardo

 

comincia come un uomo

multitudini al vento

la terra esangue

il grido arabile

 

“La strada larga” come la strada che attraversa il campo profughi chiamato Maratane, a 30 km dalla città di Nampula.

“Frammenti” come gli attimi che l’obiettivo riesce ad immortalare, così speciali da essere custoditi per sempre come il tesoro più prezioso.

Bloccare un momento di vita realmente vissuta, fermare l’immagine per renderla eterna, unica e allo stesso tempo ripetibile all’infinito, personale e in condivisione con tutti.

Il Mozambico, una nazione poco conosciuta, si trova a sud dell’equatore e si scopre un poco per volta.

Passo dopo passo ci si perde per un sentiero all’interno del mato, tra le capanne di fango e paglia ed i campi di mandioca e cajú.

E poi ancora strade, più grandi ma sempre sconnesse, fatte di terra rossa, ancestrale, amata e temuta. Fino ad arrivare all’oceano per scoprire un mondo totalmente differente. Una cartolina da visioni paradisiache con sabbia bianca, conchiglie giganti e l’acqua dalle intense sfumature verdi e blu.

È difficile raccontare parte di uno stato a noi così lontano fisicamente e idealmente.

Ci abbiamo provato attraverso la selezione di alcuni scatti fatti durante la nostra esperienza di volontariato con ASCS Onlus, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (Beatrice, gennaio-giugno 2016 e Miriam, agosto 2017).

I padri della Missione San Carlo di Nampula e Giovanna, l’operatrice italiana in loco, gestiscono la struttura che accoglie il progetto nutrizionale all’interno del campo profughi di Maratane, la parrocchia della comunità cattolica e collaborano con ACNUR nella gestione della scuola materna nel campo stesso.

La differenza tra la periferia e la città è palese e sconvolgente. Da ex colonia portoghese Nampula mantiene una parvenza di città ad ispirazione europea, ma uscendo dalla città non vi sono né strade asfaltate né palazzi di cemento. Ed è proprio nel cuore della vera Africa che i padri portano aiuto e sostegno a tutti i migranti che dal centro cercano di raggiungere il sud del continente, ma rimangono intrappolati in una sorta di limbo: il campo profughi di Maratane.

Il progetto di lotta alla denutrizione e malnutrizione infantile vuole portare un sostegno concreto alle madri con figli malnutriti o denutriti.

L’equipe, composta da persone locali (fattore indispensabile per un primo approccio di fiducia ed una comunicazione il più possibile efficace) accoglie i bambini che arrivano al centro inserendoli nel programma nutrizionale settimanale tramite il quale le mamme con i loro bambini dovranno tornare in giorni prestabiliti in base all’età dei bambini per poter monitorare il loro stato di salute attraverso l’uso di alcune misurazioni (peso e circonferenza del braccio). Inoltre vengono dati alle madri beni di prima necessità ed una serie di formazioni sui temi della cura del bambino, su igiene e nutrizione.

In cambio le madri aiutano lo staff nella preparazione della colazione e del pranzo.

All’Interno del campo si sono sviluppati anche un progetto agricolo con l’insegnamento e la coltivazione diretta di un orto ricco di prodotti autoctoni, un progetto di ascolto e accoglienza per donne vittime di violenza ed uno ludico per i bambini del campo che non possono andare a scuola.

Vivere nella missione significa anche sapersi integrare negli usi e costumi, collaborare con le altre realtà di aiuto laiche e religiose ma soprattutto andare incontro alle necessità del prossimo ovunque esso sia.

Alcuni scatti ritraggono la popolazione di un villaggio nell’entroterra dove sono stati pesati in una mattina circa 100 bambini per stabilirne il grado di benessere.

Ognuno trarrà da queste immagini il messaggio che sentirà più proprio: il calore umano, la dignità, la celebrazione della vita e della creatività come pure la miseria, la disuguaglianza e le contraddizioni.

Il nostro consiglio è di fare le valigie e partire, perché l’unico modo per provare l’intensità di un abbraccio è viverlo.

Grazie per aver preso parte al nostro viaggio.

De cada día – Mostra fotografica

de-cada-dia--Via-Scalabrini-3

La deportazione, la rotta migratoria e la vita in clandestinità negli U.S.A., non necessariamente in quest’ordine.

In cerca di una chiusura, di una fine, laddove la chiusura e la fine non ci sono, ma solo un fiume umano a cui non si può impedire di scorrere e una infinità di vie di fuga.

Le rotte migratorie sono i segni e le scritture di un passaggio nei luoghi e nelle geografie umane, il riconoscimento dell’esistenza degli indocumentados, non tra i numeri, le statistiche o i carteggi, ma tra le loro storie, le loro fotografie e i loro immaginari.

DE CADA DIA non è una interpretazione, ma una costruzione.

In questo reportage fotografico tra Guatemala e Messico, ci siamo ritrovati a comporre gli elementi e i frammenti che sono emersi dalle osservazioni, dalle storie, dai racconti, dagli incontri condivisi, dalla co-esistenza. Questi elementi non pretendono la verità, anzi, si propongono come una finzione, o meglio, rinviano all’incompletezza, poiché la ricostruzione e l’interpretazione non possono essere esaustive in modo assoluto.

Questo progetto sulla migrazione si legge come un romanzo e la sua analisi è un atto poietico, un fatto artistico e creativo dietro al quale sta uno sconvolgimento del concetto abituale di temporaneità. Tutto accade in un giorno, che è ogni giorno, in un luogo che attraversa l’area geografica ridisegnata dalle rotte migratorie, dal Guatemala agli USA.

Non è la prossimità temporale che stabilisce la contemporaneità di più eventi, ma è l’atto interpretativo che li accosta, facendo emergere il proprio senso nello spazio della loro tensione.

Migrantes – Mostra fotografica

migrantes-photo Via-Scalabrini-3
Migrantes è una mostra fotografica, nata da un’esperienza di volontariato in Brasile nell’agosto 2015, in una struttura denominata Missão Paz, dove mi è stato chiesto di documentare le attività di accoglienza e supporto offerte ai migranti.
L’idea di spendere le vacanze estive a San Paolo era nata qualche mese prima dopo aver assistito ad una testimonianza di Padre Paolo, un missionario Scalabriniano che da 20 anni presta servizio in Brasile.
Missão Paz è un’istituzione filantropica che ospita e sostiene immigrati e rifugiati. La sua storia inizia negli anni ’30 con i Missionari di San Carlo (Scalabriniani) e si rinnova costantemente, con una gamma completa di servizi per i migranti. Lo spazio di accoglienza “Casa do Migrante” conta 110 posti letto e serve tutti i pasti in una mensa interna. Inoltre, Missão Paz fornisce servizi di regolarizzazione, aiutando gli immigrati con la richiesta e l’ottenimento dei documenti; supporto giuridico; assistenza sociale; assistenza psicologica e sanitaria; orientamento educativo con lezioni di portoghese, conferenze interculturali e corsi di specializzazione professionale; mediazione lavorativa tra imprese e immigrati, con successive visite di follow-up ai datori di lavoro, prevenzione di situazioni di schiavitù, accoglienza e protezione delle vittime. All’interno di Missão Paz si trova anche il Migration Studies Center (CEM) con una biblioteca specializzata, una rivista semestrale chiamata TRAVESSIA, gruppi di studio, corsi a distanza e ricerche.
L’organizzazione promuove inoltre campagne di sensibilizzazione con una forte presenza di advocacy a livello locale, statale e federale per modificare le leggi nazionali e rafforzare le politiche migratorie basate sui diritti umani e sul protagonismo dei migranti. Missão Paz è membro della Scalabrini International Migration Network (SIMN).