Non sposate le mie figlie!

  • Genere: Commedia
  • Regia: Philippe de Chauveron
  • Interpreti: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan
  • Origine: Francia (2014)
  • Durata: 97’

Claude e Marie Verneuil sono una tranquilla coppia borghese cattolica e conservatrice che ha allevato 4 figlie secondo i principi di tolleranza, integrazione e apertura che sono nei geni della cultura francese. Ma il destino li mette a dura prova – non una ma ben 4 volte! Il primo boccone amaro arriva infatti quando la loro primogenita decide di sposare un musulmano. Ma poi la seconda sceglie un ebreo e la terza un cinese. Ormai tutte le loro speranze di assistere ad un tradizionale matrimonio in chiesa vengono riposte sulla figlia minore che finalmente, grazie al cielo, ha incontrato un bravo cattolico…

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Mille anni di buone preghiere

  •  Genere: Drammatico
  • Regia: Wayne Wang
  • Interpreti: Henry O, Pavel Lychnikoff, Feihong Yu, Vida Ghahremani
  • Origine: USA (2007)
  • Durata: 83’

Il regista nel titolo del film prende spunto da un proverbio cinese secondo il quale  “ci vogliono trecento anni di preghiere per attraversare il fiume sulla stessa barca di qualcun altro”, e lo sviluppa con l’idea che forse, affinché due persone possano capirsi e amarsi, ce ne vogliono almeno mille. E’ un film sulla comunicazione, quello di Wang, sulla forza della parola e sulla necessità del silenzio, sulla difficoltà di apprendere una lingua e una cultura straniera e sulla volontà di nascondere la verità, attraverso le menzogne.

Il signor Shi, appena approdato in America, parla quasi solo cinese, ma sente il bisogno di comunicare; rifiutato dalla figlia, riesce ad esprimersi solo con Madame, un’anziana donna iraniana incontrata per caso in un parco. Yilan alterna qualche breve e distratto dialogo in mandarino con il padre alle conversazioni lunghe e passionali in inglese con il suo compagno russo. Dimostra così il rifiuto della cultura di appartenenza e la difficoltà di recuperare la sua vera identità e la lingua inglese diventa un codice neutro per un’estraniazione dei sentimenti. La vergogna ha spinto entrambi a mentire, la ragazza è fredda e piena di rabbia, ma quando la verità emerge, il muro crolla e la comunicazione può finalmente avvenire.

Siamo una somma di culture

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Una delle mie parole preferite è una parola gallese, “hiraeth “, che significa “a deep, wistful, nostalgic sense of longing for home, a home that is no longer or perhaps never was.” Un senso di nostalgia quindi di una casa che non è più o che non è mai stata. È una delle mie parole preferite perché racchiude bene una parte della mia identità. Io infatti sono nata e cresciuta in un paese che non era quello dei miei genitori, ma che con gli anni è diventato casa. Ma allora era anche casa il paese dei miei genitori? E perché ci sentivamo stranieri nei due paesi? Continua a leggere “Siamo una somma di culture”

dipiù: per capire meglio le migrazioni

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Hai dai 18 ai 35 anni? Hai partecipato a delle esperienze di servizio con i migranti? Hai frequentato CreAzione? Hai fatto volontariato internazionale? Hai voglia di incontro, scambio e condivisione?

Via Scalabrini 3 in collaborazione con Io Ci Sto e ASCS Onlus ti invita a dipiù: per capire meglio le migrazioni.

Un percorso di approfondimento sulle migrazioni attuali attraverso persone, territori e proposte che accolgono e valorizzano le diversità culturali.

*Ci saranno i letti a disposizione. Vi chiediamo di portare il sacco a pelo o le lenzuola e gli asciugami.

* L’incontro inizierà il Venerdì 17 alle ore 16 e si concluderà la Domenica 19 alle ore 14.

Iscrizioni, vitto e alloggio: 35 euro

 

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