Welcoming Europe – per un’Europa che accoglie

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FIRMA LA PETIZIONE

Di fronte ai fallimenti e alle enormi difficoltà dei governi nazionali nella gestione dei flussi migratori, con questa iniziativa ASCS Onlus (Via Scalabrini 3), insieme a molti altri partner italiani ed europei, chiede alla Commissione europea di agire, e cambiare l’attuale normativa. Perché crediamo in un’Europa che accoglie e tutela i diritti umani.

Servono un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri per presentare la proposta alla Commissione europea con l’obiettivo di:

 

1

Decriminalizzare la solidarietà

Salvare vite non è reato: In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà.

 

2

Proteggere le vittime di abusi

I diritti umani sono inviolabili: Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate. 

 

3

Creare passaggi sicuri

Liberi di accogliere i rifugiati: Dal 1990 a oggi sono morti più di 34 mila migranti nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di vie d’accesso legali e sicure verso paesi disposti ad accogliere rappresenta spesso la sola opportunità di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

 

 

Vignetta-Biani

 

Agisci ora: firma la nostra Iniziativa dei Cittadini Europei per rivendicare un’Europa accogliente! Puoi firmare l’iniziativa online in due minuti, bastano pochi click e la tua carta d’identità o il passaporto.

FIRMA LA PETIZIONE


CHI SIAMO

Un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è lo strumento più visibile e giuridicamente vincolante per la democrazia diretta in Europa. Se un milione di cittadini europei di almeno sette stati membri firmassero la petizione entro un anno, la Commissione Europea sarebbe obbligata ad ascoltare le richieste dei cittadini in una procedura formale.

Promuovono l’ICE:

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Con l’adesione di:

Centro Astalli Consiglio Italiano per i rifugiati, Medici Senza Frontiere Italia, Diaconia Valdese, Amref Health Africa, Gruppo Abele, Concord Italia, Open Arms, SeaWatch, Terre des Hommes Italia, ADL a Zavidovici, Magistratura democratica, Un ponte per…, Carta di Milano, Rainbow for Africa, Ero straniero Venezia, CINI (Coordinamento Italiano NGOs Internazionali), ISCOS (Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo), CSA Ex-Canapificio – Caserta, Cittadinanzattiva, Amnesty International Italia, Forum nazionale Per cambiare l’ordine delle cose, No muri, no recinti.

 

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Campo Io Ci Sto 2018

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CHE COS’È

Campo di incontro, condivisione e servizio tra volontari, migranti e la comunità locale nella provincia di Foggia per abbattere i pregiudizi, contrastare lo sfruttamento e promuovere l’integrazione.

 

ORGANIZZATORI

Diocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo

Missionari Scalabriniani (Via Scalabrini 3 / ASCS Onlus)

 

OBIETTIVI
> Promuovere l’autonomia, l’integrazione e l’impegno dei migranti nel territorio italiano e contrastare le ingiustizie, le disuguaglianze, i pregiudizi e i luoghi comuni, la discriminazione e la riduzione a schiavitù lavorativa, sessuale, o di qualsiasi altro genere.

> Accompagnare i volontari a scoprire la naturale diversità dell’essere umano nella sua essenza, per imparare ad apprezzare e valorizzare l’altro verso una crescita comune. In più, favorire la sensibilizzazione e formazione dei volontari in ambito migratorio e incentivare il loro protagonismo per essere cittadini attivi.

> Affiancare la Chiesa locale e la società civile nel loro impegno di promuovere l’incontro e l’integrazione tra popolazione autoctona di Borgo Mezzanone e popolazione migrante.

 

ATTIVITÀ

> La vita di gruppo: il campo prevede il pieno coinvolgimento dei volontari nelle attività quotidiane. È un’occasione per conoscere giovani provenienti da diverse parti del Mondo che avranno l’opportunità di condividere spazi e momenti di crescita.

> La formazione: al mattino saranno approfondite tematiche relative all’immigrazione: intercultura; enti e associazioni del territorio; sfruttamento lavorativo e sessuale; procedure legale; etc. Per chi lo desidera, sarà possibile confrontarsi sul proprio cammino personale con educatori e guide spirituali.

> Il servizio: i volontari saranno impegnati nei seguenti servizi: insegnamento della lingua italiana; attività ludiche con bambini e ragazzi autoctoni, bulgari e africani; ciclofficina; iniziative varie secondo le capacità dei volontari.

 

DOVE

Le sedi del Campo Io Ci Sto 2018 saranno Borgo Mezzanone e Siponto. Saremo ospitati negli spazi resi disponibili dalla Casa della Carità. Si dormirà in un salone a Manfredonia, su un materassino adagiato a terra per cui vi invitiamo a portare sacco a pelo o lenzuola (una coperta) e cuscino. Di sera, spesso c’è vento con escursione termica, dunque portatevi una felpa o un impermeabile.

 

COME ARRIVARE

Treno e Bus: la stazione ferroviaria più vicina è Foggia. Lì troverete il treno o il bus che vi porterà a Siponto in 45 minuti. Se arrivate in bus, scendete alla fermata di fronte alla Polizia di Stato – Manfredonia. Se arrivate in treno scendete alla fermata Siponto.

Dove arrivare: Casa Scalabrini 16 – Via Magister David,16. 71043 Manfredonia Loc. Siponto. (Foggia)

 

QUANDO

Dal 21 luglio al 25 agosto 2018. Ogni turno inizia e termina di sabato: si arriva a Siponto il sabato attorno e non oltre le ore 19 e si riparte il sabato mattino successivo, prima di pranzo.

  1. settimana: 21 luglio – 28 luglio
  2. settimana: 28 luglio – 04 agosto
  3. settimana: 04 agosto – 11 agosto [CHIUSA]
  4. settimana: 11 agosto – 18 agosto
  5. settimana: 18 agosto – 25 agosto

 

QUANTO 

Il viaggio è a carico del partecipante. Per il vitto, alloggio, assicurazione, maglietta, libretto e sacca si chiede un’offerta settimanale di €100 da consegnare al momento dell’arrivo.

 

PER I GRUPPI  

Si chiede ai gruppi clan, parrocchiali, ecc. di scriversi con un massimo di 5 partecipanti per ogni settimana. Questo non solo per motivi logistici, ma soprattutto perché il campo vissuto dai giovani possa essere più coinvolgente. L’esperienza ci ha fatto capire che giovani tendono a sentirsi “protetti” dal gruppo e difficilmente si aprono all’incontro con gli altri volontari; la sicurezza del gruppo li porta a non vivere pienamente con protagonismo il campo.

 

PERCORSO 

L’iscrizione al Campo Io Ci Sto 2018 comporta l’obbligo di partecipare a due incontri formativi: uno pre-campo e un altro post-campo.

 

INCONTRO PRE-CAMPO 

Sabato 26 maggio – Ore 15.30-18.30 – Bassano del Grappa (Via Scalabrini 3)

Sabato 16 giugno – Ore 15.30-18.30 – Siponto (Casa Scalabrini 16)

Sabato 23 giugno – Ore 15.30-18.30 – Firenze (Luogo da confermare)

Domenica 08 luglio – Ore 15.30-18.30 – Milano (Sede ASCS Onlus)

 

INCONTRO POST-CAMPO 

Sabato 22 settembre – Ore 15.30-18.30 – Bassano del Grappa (Via Scalabrini 3)

Domenica 23 settembre – Ore 15.30-18.30 – Milano (Sede ASCS Onlus)

Sabato 29 settembre – Ore 15.30-18.30 – Siponto (Casa Scalabrini 16)

 

IMPORTANTE 

Se non sei sicuro di poter partecipare al Campo Io Ci Sto 2018, non iscriverti, ma contattaci via mail. Iscrivendoti e non presentandoti al campo, toglieresti il posto ad un altro volontario.

 

ISCRIZIONI

La strada larga – mostra fotografica

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“Reminiscenze”

Di Luís Carlos Patraquim

 

a volte l’esilio

è un albero aperto

nell’imponderabile notte

 

e nulla spia

la strada larga

fonte dello sguardo

 

comincia come un uomo

multitudini al vento

la terra esangue

il grido arabile

 

“La strada larga” come la strada che attraversa il campo profughi chiamato Maratane, a 30 km dalla città di Nampula.

“Frammenti” come gli attimi che l’obiettivo riesce ad immortalare, così speciali da essere custoditi per sempre come il tesoro più prezioso.

Bloccare un momento di vita realmente vissuta, fermare l’immagine per renderla eterna, unica e allo stesso tempo ripetibile all’infinito, personale e in condivisione con tutti.

Il Mozambico, una nazione poco conosciuta, si trova a sud dell’equatore e si scopre un poco per volta.

Passo dopo passo ci si perde per un sentiero all’interno del mato, tra le capanne di fango e paglia ed i campi di mandioca e cajú.

E poi ancora strade, più grandi ma sempre sconnesse, fatte di terra rossa, ancestrale, amata e temuta. Fino ad arrivare all’oceano per scoprire un mondo totalmente differente. Una cartolina da visioni paradisiache con sabbia bianca, conchiglie giganti e l’acqua dalle intense sfumature verdi e blu.

È difficile raccontare parte di uno stato a noi così lontano fisicamente e idealmente.

Ci abbiamo provato attraverso la selezione di alcuni scatti fatti durante la nostra esperienza di volontariato con ASCS Onlus, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (Beatrice, gennaio-giugno 2016 e Miriam, agosto 2017).

I padri della Missione San Carlo di Nampula e Giovanna, l’operatrice italiana in loco, gestiscono la struttura che accoglie il progetto nutrizionale all’interno del campo profughi di Maratane, la parrocchia della comunità cattolica e collaborano con ACNUR nella gestione della scuola materna nel campo stesso.

La differenza tra la periferia e la città è palese e sconvolgente. Da ex colonia portoghese Nampula mantiene una parvenza di città ad ispirazione europea, ma uscendo dalla città non vi sono né strade asfaltate né palazzi di cemento. Ed è proprio nel cuore della vera Africa che i padri portano aiuto e sostegno a tutti i migranti che dal centro cercano di raggiungere il sud del continente, ma rimangono intrappolati in una sorta di limbo: il campo profughi di Maratane.

Il progetto di lotta alla denutrizione e malnutrizione infantile vuole portare un sostegno concreto alle madri con figli malnutriti o denutriti.

L’equipe, composta da persone locali (fattore indispensabile per un primo approccio di fiducia ed una comunicazione il più possibile efficace) accoglie i bambini che arrivano al centro inserendoli nel programma nutrizionale settimanale tramite il quale le mamme con i loro bambini dovranno tornare in giorni prestabiliti in base all’età dei bambini per poter monitorare il loro stato di salute attraverso l’uso di alcune misurazioni (peso e circonferenza del braccio). Inoltre vengono dati alle madri beni di prima necessità ed una serie di formazioni sui temi della cura del bambino, su igiene e nutrizione.

In cambio le madri aiutano lo staff nella preparazione della colazione e del pranzo.

All’Interno del campo si sono sviluppati anche un progetto agricolo con l’insegnamento e la coltivazione diretta di un orto ricco di prodotti autoctoni, un progetto di ascolto e accoglienza per donne vittime di violenza ed uno ludico per i bambini del campo che non possono andare a scuola.

Vivere nella missione significa anche sapersi integrare negli usi e costumi, collaborare con le altre realtà di aiuto laiche e religiose ma soprattutto andare incontro alle necessità del prossimo ovunque esso sia.

Alcuni scatti ritraggono la popolazione di un villaggio nell’entroterra dove sono stati pesati in una mattina circa 100 bambini per stabilirne il grado di benessere.

Ognuno trarrà da queste immagini il messaggio che sentirà più proprio: il calore umano, la dignità, la celebrazione della vita e della creatività come pure la miseria, la disuguaglianza e le contraddizioni.

Il nostro consiglio è di fare le valigie e partire, perché l’unico modo per provare l’intensità di un abbraccio è viverlo.

Grazie per aver preso parte al nostro viaggio.

Dichiarazione del Sindaco della Città di Marostica Marica Dalla Valle in merito all’installazione dell’artista Dodicianni di domenica 8 ottobre in Piazza degli Scacchi:

Marostica

L’installazione in Piazza degli Scacchi di domenica mattina è stata il momento conclusivo di un percorso portato avanti da tante associazioni marosticensi e non che ogni giorno lavorano in nome dei valori della pace e della tolleranza: Agesci Marostica 1, Nove1, Bassano 1, Azione Cattolica Marostica, Via Scalabrini 3, ASCS Onlus, Associazione culturale Ujamaa di Marostica, Centro di aiuto ascolto, Caritas Marostica, Libera Bassano-Marostica, Parrocchie di San Antonio e Santa Maria Marostica, Vicariato di Breganze.

Abbiamo concesso consapevolmente una piccola parte della Piazza di Marostica, come richiesto dagli organizzatori, perché l’installazione artistica rappresenta un’opportunità di riflessione su un tema attuale e tragico. Il messaggio era incontestabilmente forte e la sua efficacia era proporlo in un momento di quotidianità della vita cittadina.

Sottolineo che in Piazza erano presenti dei mediatori culturali, proprio per tradurre il significato dell’opera a chi non avesse gli strumenti per decifrarlo, come i bambini, comunque immagino sempre accompagnati da un adulto.

La grande risonanza mediatica e social che ha avuto l’iniziativa, fra l’altro non nuova, indica come la Piazza di Marostica sia un palcoscenico importante, anche per lanciare questioni forti. Se se ne parla è stato abbattuto il muro dell’indifferenza.

Personalmente ritengo che il vero scandalo siano le frasi riportate accanto ai teli, che troppo spesso sentiamo risuonare nella quotidianità, forse senza comprenderne il peso terribile, che condanna quelle esistenze ad una seconda morte.

Ringrazio per l’attenzione

Marica Dalla Valle

 

Comunicato Stampa [Clicca qui]

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Installazione artistica: il peso delle parole.

Marostica

 

Comunicato Stampa

Domenica 08 ottobre la città di Marostica si è svegliata con dodici cadaveri in Piazza degli Scacchi. Uomini, donne, bambini, coperti da un velo bianco e con ai piedi una targhetta, ognuna con una scritta.

L’installazione, è un’opera artistica di Dodicianni, artista conosciuto nell’ambito dell’arte contemporanea italiana, realizzata per la prima volta a Rovigo, e qui riproposta su invito di Via Scalabrini 3 e altre realtà dell’associazionismo Marosticense, con il patrocinio del comune, per portare avanti un percorso di sensibilizzazione sui temi dei migranti in occasione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

Le frasi ai piedi dei cadaveri, infatti, non sono certo state inventate da una mente creativa, ma sono state raccolte nei mesi scorsi da Dodicianni che, fingendosi giornalista, aveva posto alla popolazione locale la domanda: cosa ne pensate dei rifugiati?

Il quadro è agghiacciante: “Per me possono annegare tutti”; “Sanno il rischio che corrono quando si imbarcano, quindi, a loro rischio e pericolo”, “Gli Africani sono pigri”, per citarne solo alcune.

Cosa succederebbe se queste frasi diventassero realtà? Saremo pronti ad accettarle o lo facciamo solo quando capita a migliaia di chilometri di distanza?

 

Dichiarazione del Sindaco della Città di Marostica Marica Dalla Valle in merito all’installazione dell’artista Dodicianni di domenica 8 ottobre in Piazza degli Scacchi [Clicca qui]

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Le parole dell’artista:

Abbiamo tutti uno zio, un parente, un amico che pensa queste frasi e non si fa scrupoli a dirle ad alta voce contando di poterlo fare. È arrivato il momento che queste persone si rendano conto del peso, a volte drammatico, delle parole; spetta alla mia generazione e a quella dopo imporsi, far valere il rispetto per ogni vita umana, mettendo da parte le stagnanti chiacchiere da bar e lo si può fare solo in un modo: esponendosi, perché il silenzio dei buoni ha lo stesso peso di queste terribili frasi.

Come figli che, per una volta, hanno qualcosa da insegnare ai padri.

 

The weight of words – Il peso delle parole