Campo Io Ci Sto 2018

Campo-Io-Ci-Sto-fra-i-migranti

Che cos’è
Campo di incontro, condivisione e servizio tra volontari, migranti e la comunità locale nella provincia di Foggia per abbattere i pregiudizi, contrastare lo sfruttamento e promuovere l’integrazione.

Obiettivi
> Promuovere l’autonomia, l’integrazione e l’impegno dei migranti nel territorio italiano e contrastare le ingiustizie, le disuguaglianze, i pregiudizi e i luoghi comuni, la discriminazione e la riduzione a schiavitù lavorativa, sessuale, o di qualsiasi altro genere.
> Accompagnare i volontari a scoprire la naturale diversità dell’essere umano nella sua essenza, per imparare ad apprezzare e valorizzare l’altro verso una crescita comune. In più, favorire la sensibilizzazione e formazione dei volontari in ambito migratorio e incentivare il loro protagonismo per essere cittadini attivi.
> Affiancare la Chiesa locale e la società civile nel loro impegno di promuovere l’incontro e l’integrazione tra popolazione autoctona di Borgo Mezzanone e popolazione migrante.

Quando
1. settimana: 21 luglio – 28 luglio
2. settimana: 28 luglio – 04 agosto
3. settimana: 04 agosto – 11 agosto
4. settimana: 11 agosto – 18 agosto
5. settimana: 18 agosto – 25 agosto

Info ed iscrizioni

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La strada larga – mostra fotografica

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“Reminiscenze”

Di Luís Carlos Patraquim

 

a volte l’esilio

è un albero aperto

nell’imponderabile notte

 

e nulla spia

la strada larga

fonte dello sguardo

 

comincia come un uomo

multitudini al vento

la terra esangue

il grido arabile

 

“La strada larga” come la strada che attraversa il campo profughi chiamato Maratane, a 30 km dalla città di Nampula.

“Frammenti” come gli attimi che l’obiettivo riesce ad immortalare, così speciali da essere custoditi per sempre come il tesoro più prezioso.

Bloccare un momento di vita realmente vissuta, fermare l’immagine per renderla eterna, unica e allo stesso tempo ripetibile all’infinito, personale e in condivisione con tutti.

Il Mozambico, una nazione poco conosciuta, si trova a sud dell’equatore e si scopre un poco per volta.

Passo dopo passo ci si perde per un sentiero all’interno del mato, tra le capanne di fango e paglia ed i campi di mandioca e cajú.

E poi ancora strade, più grandi ma sempre sconnesse, fatte di terra rossa, ancestrale, amata e temuta. Fino ad arrivare all’oceano per scoprire un mondo totalmente differente. Una cartolina da visioni paradisiache con sabbia bianca, conchiglie giganti e l’acqua dalle intense sfumature verdi e blu.

È difficile raccontare parte di uno stato a noi così lontano fisicamente e idealmente.

Ci abbiamo provato attraverso la selezione di alcuni scatti fatti durante la nostra esperienza di volontariato con ASCS Onlus, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (Beatrice, gennaio-giugno 2016 e Miriam, agosto 2017).

I padri della Missione San Carlo di Nampula e Giovanna, l’operatrice italiana in loco, gestiscono la struttura che accoglie il progetto nutrizionale all’interno del campo profughi di Maratane, la parrocchia della comunità cattolica e collaborano con ACNUR nella gestione della scuola materna nel campo stesso.

La differenza tra la periferia e la città è palese e sconvolgente. Da ex colonia portoghese Nampula mantiene una parvenza di città ad ispirazione europea, ma uscendo dalla città non vi sono né strade asfaltate né palazzi di cemento. Ed è proprio nel cuore della vera Africa che i padri portano aiuto e sostegno a tutti i migranti che dal centro cercano di raggiungere il sud del continente, ma rimangono intrappolati in una sorta di limbo: il campo profughi di Maratane.

Il progetto di lotta alla denutrizione e malnutrizione infantile vuole portare un sostegno concreto alle madri con figli malnutriti o denutriti.

L’equipe, composta da persone locali (fattore indispensabile per un primo approccio di fiducia ed una comunicazione il più possibile efficace) accoglie i bambini che arrivano al centro inserendoli nel programma nutrizionale settimanale tramite il quale le mamme con i loro bambini dovranno tornare in giorni prestabiliti in base all’età dei bambini per poter monitorare il loro stato di salute attraverso l’uso di alcune misurazioni (peso e circonferenza del braccio). Inoltre vengono dati alle madri beni di prima necessità ed una serie di formazioni sui temi della cura del bambino, su igiene e nutrizione.

In cambio le madri aiutano lo staff nella preparazione della colazione e del pranzo.

All’Interno del campo si sono sviluppati anche un progetto agricolo con l’insegnamento e la coltivazione diretta di un orto ricco di prodotti autoctoni, un progetto di ascolto e accoglienza per donne vittime di violenza ed uno ludico per i bambini del campo che non possono andare a scuola.

Vivere nella missione significa anche sapersi integrare negli usi e costumi, collaborare con le altre realtà di aiuto laiche e religiose ma soprattutto andare incontro alle necessità del prossimo ovunque esso sia.

Alcuni scatti ritraggono la popolazione di un villaggio nell’entroterra dove sono stati pesati in una mattina circa 100 bambini per stabilirne il grado di benessere.

Ognuno trarrà da queste immagini il messaggio che sentirà più proprio: il calore umano, la dignità, la celebrazione della vita e della creatività come pure la miseria, la disuguaglianza e le contraddizioni.

Il nostro consiglio è di fare le valigie e partire, perché l’unico modo per provare l’intensità di un abbraccio è viverlo.

Grazie per aver preso parte al nostro viaggio.

Dichiarazione del Sindaco della Città di Marostica Marica Dalla Valle in merito all’installazione dell’artista Dodicianni di domenica 8 ottobre in Piazza degli Scacchi:

Marostica

L’installazione in Piazza degli Scacchi di domenica mattina è stata il momento conclusivo di un percorso portato avanti da tante associazioni marosticensi e non che ogni giorno lavorano in nome dei valori della pace e della tolleranza: Agesci Marostica 1, Nove1, Bassano 1, Azione Cattolica Marostica, Via Scalabrini 3, ASCS Onlus, Associazione culturale Ujamaa di Marostica, Centro di aiuto ascolto, Caritas Marostica, Libera Bassano-Marostica, Parrocchie di San Antonio e Santa Maria Marostica, Vicariato di Breganze.

Abbiamo concesso consapevolmente una piccola parte della Piazza di Marostica, come richiesto dagli organizzatori, perché l’installazione artistica rappresenta un’opportunità di riflessione su un tema attuale e tragico. Il messaggio era incontestabilmente forte e la sua efficacia era proporlo in un momento di quotidianità della vita cittadina.

Sottolineo che in Piazza erano presenti dei mediatori culturali, proprio per tradurre il significato dell’opera a chi non avesse gli strumenti per decifrarlo, come i bambini, comunque immagino sempre accompagnati da un adulto.

La grande risonanza mediatica e social che ha avuto l’iniziativa, fra l’altro non nuova, indica come la Piazza di Marostica sia un palcoscenico importante, anche per lanciare questioni forti. Se se ne parla è stato abbattuto il muro dell’indifferenza.

Personalmente ritengo che il vero scandalo siano le frasi riportate accanto ai teli, che troppo spesso sentiamo risuonare nella quotidianità, forse senza comprenderne il peso terribile, che condanna quelle esistenze ad una seconda morte.

Ringrazio per l’attenzione

Marica Dalla Valle

 

Comunicato Stampa [Clicca qui]

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Installazione artistica: il peso delle parole.

Marostica

 

Comunicato Stampa

Domenica 08 ottobre la città di Marostica si è svegliata con dodici cadaveri in Piazza degli Scacchi. Uomini, donne, bambini, coperti da un velo bianco e con ai piedi una targhetta, ognuna con una scritta.

L’installazione, è un’opera artistica di Dodicianni, artista conosciuto nell’ambito dell’arte contemporanea italiana, realizzata per la prima volta a Rovigo, e qui riproposta su invito di Via Scalabrini 3 e altre realtà dell’associazionismo Marosticense, con il patrocinio del comune, per portare avanti un percorso di sensibilizzazione sui temi dei migranti in occasione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

Le frasi ai piedi dei cadaveri, infatti, non sono certo state inventate da una mente creativa, ma sono state raccolte nei mesi scorsi da Dodicianni che, fingendosi giornalista, aveva posto alla popolazione locale la domanda: cosa ne pensate dei rifugiati?

Il quadro è agghiacciante: “Per me possono annegare tutti”; “Sanno il rischio che corrono quando si imbarcano, quindi, a loro rischio e pericolo”, “Gli Africani sono pigri”, per citarne solo alcune.

Cosa succederebbe se queste frasi diventassero realtà? Saremo pronti ad accettarle o lo facciamo solo quando capita a migliaia di chilometri di distanza?

 

Dichiarazione del Sindaco della Città di Marostica Marica Dalla Valle in merito all’installazione dell’artista Dodicianni di domenica 8 ottobre in Piazza degli Scacchi [Clicca qui]

Galleria fotografica [Clicca qui] 

 

Le parole dell’artista:

Abbiamo tutti uno zio, un parente, un amico che pensa queste frasi e non si fa scrupoli a dirle ad alta voce contando di poterlo fare. È arrivato il momento che queste persone si rendano conto del peso, a volte drammatico, delle parole; spetta alla mia generazione e a quella dopo imporsi, far valere il rispetto per ogni vita umana, mettendo da parte le stagnanti chiacchiere da bar e lo si può fare solo in un modo: esponendosi, perché il silenzio dei buoni ha lo stesso peso di queste terribili frasi.

Come figli che, per una volta, hanno qualcosa da insegnare ai padri.

 

The weight of words – Il peso delle parole

 

Speranza ai Confini

Speranza-ai-Confini-2017-A5

 

Speranza ai Confini

Racconti e riflessioni per abitare, con speranza, i confini

  • Sabato 23 Settembre: Borgo Mezzanone (volontari Campo Io Ci Sto)
  • Domenica 22 Ottobre: Sud Sudan (Giuseppe de Mola – Medici senza frontiere)
  • Venerdì 24 Novembre: Rotta Balcanica (Ennio Brilli – fotografo)

Ore 20.45 presso Caffè dei Libri (Vicolo Gamba, 5 – Bassano del Grappa)

+info: viascalabrini3@gmail.com