Là-bas. Educazione criminale

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Giulio Lombardi
  • Interpreti:  Kader Alassane, Esther Elisha, Moussa Mone, Billi Serigne Faye, Alassane Doulougou, Fatima Traore, Salvatore Ruocco
  • Origine: Italia (2011)
  • Durata: 100’

Castel Volturno, circa trenta chilometri da Napoli. E’ il 18 settembre 2008. Un commando di camorristi irrompe in una sartoria di immigrati africani. Sparano all’impazzata un centinaio di proiettili, ammazzando sei ragazzi di colore e ferendone un altro gravemente. Yussouf, un giovane immigrato, ha deciso quella stessa sera di chiudere i conti con suo zio Moses. L’uomo che lo ha convinto a venire in Italia. Promettendogli un futuro da onesto artigiano e trasformandolo invece nel cinico gestore di un giro milionario di cocaina. Invischiati nella loro storia, un altro ragazzo africano, Germain, finito per caso nel luogo della strage; la sua ragazza Asetù, che quella stessa sera canta in pubblico una canzone di Miriam Makeba; Suad, una prostituta che Yussouf sogna di riscattare dai suoi padroni.

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La sposa bambina

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Khadija Al-Salami
  • Interpreti:  Reham Mohammed
  • Origine: Emirati Arabi Uniti, Francia, Yemen (2015)
  • Durata: 99’

Il film racconta la storia di Nojoom, una bambina yemenita che riesce a fuggire dal suo sposo aguzzino, ottenendo il divorzio all’età di 10 anni. Nojoom è stata costretta dalla sua famiglia a sposare un uomo 20 anni più grande di lei nel fiore della sua infanzia, obbligata a ogni sorta di violenza fisica e psicologica. Una pratica tristemente diffusa nello Yemen come in tanti altri Paesi del mondo quella del matrimonio tra una bambina e un adulto, considerata legittima e soddisfacente per la dote derivante. Un’usanza arcaica, figlia di ignoranza e povertà, a cui Nojoom si è opposta rifiutandosi di avere rapporti con l’uomo che l’ha riportata dai genitori, come si fa con un “elettrodomestico difettoso”. La bambina è riuscita a fuggire dalla sua famiglia, a frequentare la scuola e ad ottenere, la più giovane al mondo, il divorzio. Basato su una storia vera, raccontata nel libro “I am Nujood, age 10 and divorced” di Nojoud Ali e della giornalista Delphine Minoui il film è fortemente autobiografico poiché ripercorre il vissuto della stessa regista, Khadija Al Salami.

Ricordare Io Ci Sto

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Sono passati diversi giorni dal nostro ritorno a casa, eppure il ricordo di Io Ci Sto è ancora più vivo, ogni giorno si arricchisce della maturità della rielaborazione. Ricordare un’esperienza così significa proprio ricondurre al cuore a qualcosa di grande, quel grande pezzo di noi che abbiamo lasciato a Borgo Mezzanone, posto desolato ma in grado di scuotere ogni fibra del proprio essere, le più profonde corde della nostra umanità. Continua a leggere “Ricordare Io Ci Sto”

Bekas – Il viaggio per la felicità

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Karzan Kader
  • Interpreti: Zamand Taha, Sarwar Fazil, Diya Mariwan
  • Origine: Svezia, Finlandia, Irak (2012)
  • Durata: 92’

Primi anni ’90. Il regime di Saddam Hussein esercita una violenta pressione sulla regione curda dell’Iraq. Due fratelli curdi orfani e senzatetto, Zana, 7 anni, e Dana, 10, vedono il film Superman attraverso un buco nel muro del cinema locale, e decidono di andare in America. Quando saranno lì, Superman potrà risolvere i loro problemi, semplificare le loro vite e punire quelli che sono stati cattivi con loro, primo fra tutti Saddam Hussein. Ma, per arrivarci, hanno bisogno di denaro, passaporti, un mezzo di trasporto, un modo per passare la frontiera. Purtroppo non hanno nulla di tutto ciò, ma, imperterriti, stabiliscono di intraprendere il viaggio verso il loro sogno.

Mare chiuso

  • Genere: Documentario
  • Regia: Stefano Liberti, Andrea Segre
  • Origine: Italia (2012)
  • Durata: 60’

In seguito agli accordi stabiliti tra Berlusconi e il leader libico Gheddafi, tra il maggio 2009 e il settembre 2010, tutte le barche di clandestini individuate in acque internazionali erano obbligate a rientrare in territorio libico, dove oltre duemila migranti, senza leggi atte alla protezione dei loro diritti, sono andati incontro a soprusi, vessazioni e violenze di ogni tipo. In seguito alla caduta di Gheddafi, nel marzo 2011, la maggior parte dei migranti ha scelto di lasciare la Libia per rifugiarsi nel campo delle Nazioni Unite di Shousha, in Tunisia, dove hanno accettato di raccontare di fronte alle telecamere quello che hanno subito per colpa del governo italiano, condannato anche da una sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani.